I’ll be your mirror

E’ strano come alcuni semplici avvenimenti stravolgano l’animo e obblighino ad un cambiamento, seppur poco percettibile all’esterno, un rinnovo di intenti o una differente scelta di percorso. Dopotutto perche’ stupirsi, la mente e’ un covo infinito di nero e blu, di ricordi terreni e ancestrali, memorie vacue e imprimenti, un pozzo misterioso che noi scrutiamo con lo stesso potere del chiaro di luna. Visione magrittiana.

E’ anche stupefacente osservare come la vita e forse l’universo tutto, come disse qualcuno, gioca con gli umani patimenti per darci dei segnali, indicare una direzione impensata, una via alla quale non si aveva pensato prima o non si aveva il coraggio di intraprendere.

Mentre osservo il mazzo di fiori vicino alla scrivania, che la mia capa solerte e gentile ha portato per donare uno squarcio di colore nel grigiore di questo ufficio, noto con fascino e simpatia un fiore dal colore diverso nel mazzo monocromatico, ergersi spavaldo e ambiguo, come a volersi distinguere e farsi notare. Quanto sento vicino quel fiore! E’ come un tatuaggio che da tempo porto dentro di me, per scelta ma ancor piu’ per natura, e che ho imparato ad amare e venerare.

Non so quale sia l’intento di questo post, ne’ perche’ continui a scrivere in questo luogo poco frequentato e letto. Credo sia la solita urgenza mediatica e creatrice, un concretizzare il pensiero in parola per una piu’ chiara visione, unita a narcisistica richiesta di ascolto e comprensione. Forse per comunicare, tutto qui. Ma chissenefrega, come direbbe qualcuno in una sola parola senza spaziature!

So solo che un’intima forza ha invaso le mie interiora, una sottile ma testarda tenacia che mi urla, mi sprona, mi dona potenza creatrice e visione d’intenti. Poso lo sguardo sul mondo esterno e capisco che cio’ che vedo ed elaboro e’ differente dalla maggior parte delle persone che mi circondano, come e’ giusto che sia. Ma ultimamente mi ritrovo spesso a viaggiare cosi’ tanto con la mia mente che mi accorgo di vivere piu’ nel sogno che nella realta’, in un mondo tutto mio di colori, sapori, pensieri, ricordi. A volte, molto spesso ultimamente, fotografo con gli occhi come avessi sul serio una macchina fotografica inchiodata alla fronte. Accarezzo la mia barba e sorrido. E mi sento tremendamente vivo, come forse non lo sono mai stato.

Ultimamente qualcuno mi ha dato dello strano, soprattutto i miei colleghi, simpaticamente certo, ma con convinzione. C’e’ un’urgenza in me che ancora poco comprendo, ma che mi spinge verso orizzonti ancora in parte ignoti. Janis Joplin, Patti Smith, Lou Reed e i Velvet Underground sono la colonna sonora di questo periodo, un po’ retro’ ma ever green dopotutto, con il loro mondo sotterraneo, di cultura alternativa nella New York fine anni sessanta inizio settanta, che poi si e’ ramificata in tutto il mondo. Li sento vicini, mi parlano direttamente al cuore, con le loro storie vere di prostitute, allucinogeni, diversi, emarginati, ma soprattutto di sentimenti universali e intimi allo stesso momento. E canto a squarciagola le loro poesie.

“You can go all around the world
Trying to find something to do with your life, baby
We only gotta do one thing well

All you ever gotta do is be a good man one time to one woman
And that will be the end of the road, babe
I know you got more tears to share, babe

So come on, come on, come on,
Cry baby, cry baby, cry baby, yeah…”

4 commenti

Archiviato sotto Uncategorized

4 risposte a I’ll be your mirror

  1. paolino

    Da sempre si ha l’esigenza di “dare un nome” alle cose. Anche Dio nella Genesi, ha nominato il creato dopo avergli dato esistenza. Dare un nome alle cose è un pò come possederle, farle proprie. Quando non si riesce a comprendere e a “far proprie” le cose o le persone ,si usa un nome generico, sinomino di libertà e indipendenza, fuori da ogni schema e da ogni logica, questo nome è: “STRANO”.
    Ti voglio bene “strano” amico mio!

  2. Io

    io direi che sei “folle” … mi sono sempre piaciute le persone folli, sono loro che riescono a vedere ciò che la maggior parte delle persone “normali” non vedono e non vedranno mai….
    p.s. questo blog poco frequentato :-) non è che hai mai invitato troppa gente in questa “stanza” :D
    in ogni caso quello che penso io è di parte visto e considerato che anche io sono considerata “strana” ma come direbbe Ale: chissene!

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s